L'Ara Pacis e le sue donne: visita guidata 8 marzo ore 10.30

«Augusto allevò la figlia e le nipoti con tale severità che vennero abituate al lavoro della lana e vietò loro di dire o fare qualcosa se non pubblicamente, perché ogni cosa potesse essere annotata nel diario quotidiano.» (Svetonio, Augusto, 64).

Giulia Maggiore, figlia di Augusto e della sua seconda moglie Scribonia, nacque nel 39 a.C. : sposata tre volte per ragioni dinastiche, da lei il padre aspettava quell'erede che non ebbe mai e fu costretto ad adottare.

Il primo progetto matrimoniale - mai arrivato in porto - vedeva lei di due anni e il futuro marito figlio di Marco Antonio di dieci. Poi Cleopara ci mise lo zampino, le nozze saltarono e non solo quelle, la politica cambiò rotta. Così a 14 anni Giulia sposa il cugino Marcello che ne aveva solo 17: avrebbe potuto essere un matrimonio felice, lui era giovane e dalle sculture sembra anche bello, ma morì giovanissimo solo due anni dopo.

Ragion di stato e a 18 anni Giulia fu data in sposa ad Agrippa che ne aveva 43, praticamente un vecchio per quei tempi: ciononostante gli diede cinque figli, due femmine Agrippina Maggiore (14 a.C.) e Giulia Minore (19 a.C.). Eh sì, perchè secondo il sistema tradizionale romano alle femmine non spettava nome proprio, ma solo quello della famiglia declinato al femminile. Se le Giulia sono due ecco che diventano Maggiore e Minore, così ti porti dietro tutta la vita questa appartenenza alla famiglia.

Morto Agrippa ecco un nuovo matrimonio per Giulia (11.a.C.), questa volta il fratellastro Tiberio, figlio di Livia Drusilla, l'ultima moglie di Augusto e ultima speranza per il princeps di avere un erede: almeno i due era coetanei ma, stando alle fonti, non è che Tiberio amasse moltissimo la compagnia di Giulia né lei quella di lui. Ma intanto gli eredi c'erano - pensava Augusto - perchè Gaio e Lucio Cesare erano cresciuti, chi avrebbe detto che sarebbero morti tutti e due giovanissimi prima di Augusto stesso? - e comunque c'era sempre Tiberio: fu il marito (in complotto con la madre Livia?) a far accusare Giulia di tradimento e anche di cospirazione contro il padre. Così, dopo aver adempiuto al suo ruolo di sposa di stato, nel 2 a.C. Giulia fu confinata a Pandataria (Ventotene) con due km quadrati a disposizione insieme alla madre Scribonia: aveva 37 anni. A 43 ebbe il permesso di tornare sulla terra ferma in Calabria ma nel 14 d.C., quando morì Augusto, Tiberio inasprì la pena confinandola in una sola stanza della torre in cui era reclusa, impedendole di vedere alcun essere umano. Così morì Giulia Maggiore a 55 anni: chiusa in una torre, forse per denutrizione, pochi mesi dopo il padre che l'aveva abbandonata. Le sue figlie non ebbero maggior fortuna: altre due spose di stato, morte ancora in esilio, una nelle Tremiti e una ancora a Ventotene, prima di compiere i cinquant'anni. Agrippina fui la madre di Caligola e di Agrippina minore (guardacaso): quest'ultima si tolse almeno la soddisfazione di tornare a nuoto dopo che i sicari del figlio adottivo Nerone la credevano affogata in mare. La salvezza fu breve e lei fu accoltellata nella sua villa.

L' Ara Pacis è l'altare ad una pace che Augusto impose con le armi in famiglia e sul fronte. Un monumento alla sua ferrea volontà politica, dove nella processione ogni personaggio svolge con ubbidienza il ruolo assegnato, la recita di una famiglia felice alla guida di un impero solido. A cominciare da quel 'testamento' scritto all'esterno che suona più o meno 'Avevo diciannove anni quando, per mia decisione e con spesa personale, misi insieme un esercito per vendicare la repubblica oppressa da una fazione' 

INFO PRATICHE

Prenotazione obbligatoria 338-9409180 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Quota di partecipazione 8 Euro soci, 10 Euro ospiti, gratuito iscritti corso di Storia Romana. N.B. Giornata Internazionale della donna, le signore verseranno solo il 50% della quota.

Biglietto d'ingresso al solo monumento: Intero € 10,50, Ridotto € 8,50. Per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): Intero € 9,50, Ridotto € 7,50. Gratuito con la MIC Card acquistabile anche in loco previa presentazione di docuento di identità da portare sempre insieme alla MIC).

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