26 Ottobre 2019: capolavori segreti di Caravaggio e Guercino nella casina Ludovisi

Una visita guidata per vedere dal vivo uno dei luoghi più nascosti e più belli di Roma. 

Era il 1595 quando il Cardinale Francesco Maria del Monte acquistò la 'Vigna del Nero', un terreno fuori porta Salaria comprendente, come usava al tempo, una piccola costruzione. Il cardinale, stretto seguace del Borromeo, fu anche uno dei primi e più colti committenti di Caravaggio, prendendolo soto la sua ala protrettrice e secondo Bellori: «ridusse in buono stato Michele e lo sollevò dandogli luogo onorato in casa fra i gentiluomini». La 'casa' in questione era nientemeno che Palazzo Madama, dove sembra che Caravaggio abbia potuto iniziare i suoi esperimenti sulla visione con gli specchi e le lenti in una stanza appositamente attrezzata come camera obscura: senza dubbio il giovane artista si avvantaggiò  delle frequentazioni del cardinale, in particolare di Galieleo Galilei e dell'alchimista e scienziato Giovanni Battista Della Porta. E' stato probabilmente lo stesso cardinal del Monte a pagare la fabbricazione in Olanda delle preziosissime lenti necessarie alla realizzazione del primo telescopio di Galileo: quando nel 1610 uscì il Sidereus Nuncius - il volume che avrebbe rivoluzionato la nostra conoscenza del cosmo e procurato tanti dolori e guai al suo autore - Galileo donò un cannocchale e una copia del testo proprio al 'suo' cardinale.

E' dunque questo il clima culturale in cui Caravaggio passa da giovane ragazzetto lombardo a protagonista della scena intellettuale di Roma e questo è il contesto in cui nel 1587 dipinse ad olio sul soffitto della casina nella vigna lo spericolato gioco prospetico che rappresenta Giove, Nettuno e Plutone, vale a dire la triade alchemica secondo Paracelso. Sì, perchè la casina della vigna era utilizzata dal carcinale per i suoi esperimenti da alchimista e qui, in questi ambienti, conservava tutti gli strumenti - storte, alambicchi, sosanze chimiche - necessari alla ricerca della Pietra Filosofale.

Il dipinto è un vero unicum, perchè da un lato Caravaggio non dipinse mai più su una superficie muraria, dall'altro il giovanotto dimostra di conoscere assai bene i segreti della prospettiva rinascimentale.

 "Dicesi che il Caravaggio sentendosi biasimare di non intender né piani né prospettiva, tanto si aiutò collocando li corpi in veduta dal sotto in su che volli contrastare gli scorti più difficili. È ben vero che questi dei non ritengono le loro proprie forme e sono coloriti a olio nella volta, non avendo Michele mai pennello a fresco, come li suoi seguaci insieme ricorrono sempre alla commodità del colore ad olio per ritrarre il modello" (Bellori, Vite)

Il luogo magico passò di mano insieme al terreno. Qui nel 1621 il cardinal nipote Ludovico Ludovisi fece costruire la sua splendida villa, acquistando anche terreni e costruzioni adiacenti: oltre 30 ettari e una collezione di statue e dipinti che vantava opere come l'Ares Ludovisi e una buona parte della collezione statuaria oggi conservata a Palazzo Altemps. La villa, custodita gelosamente per secoli, era la meta ambitissima e poco accessibile dei visitatori che si procuravano lettere di presentazione pur di potervi accedere. Vi passarono senza dubbio Goethe e Canova, mentre altri non riuscirono.

Il Cardinale Ludovisi era il nipote di Papa Gregorio XV: la famiglia era originaria di Bologna e fu attraverso di loro che a Roma si formò, in meno di tre anni - una vera colonia di politici, eruditi ed artisti di origine Emiliana. Si produsse così nell'arte romana una brusca sterzata verso un linguaggio nuovo che apre definitivamente la porta al Barocco.

Per il cardinale una nuova serie di decorazioni nella villa e la realizzazione di uno splendido giardino: una parte del giardino  fu disegnata da  André Le Nôtre, nientemeno che uno degli artefici dei giardini di Versailles, mentre le decorazioni interne furono affidate ai nomi più importanti in circolazione a Roma in quegli anni. Domenichino e Maderno sono due dei nomi che certamente vi contribuirono.  Dopo l'abbandono della villa e la distruzione di buona parte degli edifici,  rimane il corpo di fabbrica principale dove si trovano il dipinto di Caravaggio e  Il carro dell'Aurora di Guercino, il capolavoro del 1621   che apre ufficialmente la strada alla pittura barocca romana e al cosiddeto 'sfondamento prospetico' che diventerà uno dei punti chiave della decorazione delle volte di chiese e palazzi nella Roma del Seicento barocco.

La villa fu definitivamente cancellata dalla topografia di Roma con la lottizzazione del terreno per costruire il Quartiere Ludovisi: i proprietari erano a quel punto i Boncompagni, che nel 1886 stipularono una convenzione con il Comune di Roma e vi avviarono una speculazione edilizia. A nulla valsero le proteste degli intellettuali dell'epoca, la splendida villa che fu meta di peregrinazioni coltissime, scomparve. Dei 33 ettari ne furono edificati ad abitazioni civili oltre 25: ai Boncompagni Ludovisi - ultimi principi di Piombino - ne restò una piccolissima parte che, per nostra fortuna, contiene i capolavori che visiteremo insieme su permesso speciale ottenuto dalla famiglia.

Info pratiche: visita a numero chiuso su permesso speciale dell'amministrazione dei Principi di Piombino, quota ingresso 20 Euro a persona da versare in anticipo.

Quota visita guidata 8 euro soci, 10 euro ospiti, gratuito allievi storia dell'arte.

Appuntamento ore 10.30 (il luogo verrà comunicato all'atto della prenotazione)

Prenotazione obbligatoria al 338-9409180 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Photo credits: Wikipedia, rilasciata nel Pubblico dominio

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