Mostre

Vanzuk - Morfologie meccaniche. Mostra dal 13 maggio 2021

'Una macchina inutile che non rappresenti assolutamente nulla è il congegno ideale grazie a cui possiamo tranquillamente far rinascere la nostra fantasia, quotidianamente afflitta dalle macchine utili.'

(Bruno Munari, Le macchine inutili, in la lettura 1937)

 Vanzuk è un ingegnere prestata all'arte, o forse sarebbe ormai meglio dire che è un'artista prestata all'ingegneria: il suo lavoro artistico (iniziato ufficialmente nel 2006) è diventato nel tempo dilagante fino ad occupare ogni angolo del suo spazio disponibile e quasi della sua vita. 

Innamorata di ogni mezzo espressivo, dalla grafica alla fotografia e alla produzione digitale, si dedica il collage di qualunque tipo: come è scritto nel suo sito web, utilizza ' prevalentemente carte, ma anche stoffa, foglie, cozze, vongole e materiali diversi' (lo trovate QUI). 

Curiosa, colta e intelligente, Vanzuk vive circondata dai suoi oggetti e dalle sue idee, suona il pianoforte, interagisce provocatoriamente con i social, realizza improbabili e divertenti monili e piccoli oggetti non di rado apertamente sessuati.

La sua ironia emerge perfino nel nome d'arte che ha voluto darsi - di spiritose reminiscenze fiamminghe, figlia, dice lei, ' di Van Dyck e di una Zucchina' - ed è costruita con precisione ed esattezza ingegneristiche e uno sguardo lucidissimo, diciamo pure disincantato, sulle meccaniche dei rapporti umani.

I suoi collage costruiscono spesso delle geometrie impossibili - triangoli di Penrose, nastri di Moebius, prospettive distorte alla Escher - che si intrecciano fra loro nello spazio del fondo creando illusioni tridimensionali, ma nascondono anche un piccolo divertissement: ciascuno di essi contiene infatti una piccola storia dell'arte à la Vanzuk dato che i ritagli di carta  - scelti con precisione maniacale - provengono in molti casi da riproduzioni di opere di artisti famosi, mescolate fra loro fino a creare delle 'convivenze  forzate' tra personaggi del passato che, con ogni probabilità, non si sarebbero apprezzati vicendevolmente. 

 In tempi recenti  ha realizzato una serie di sculture in assemblage  in cui ingranaggi, oggetti e cinghie costruiscono un discorso visivo di volta in volta sontuosamente barocco o di semplicità minimale. Non vere e proprie macchine, giacché non sono meccanincamente 'funzionanti', ma comunque macchine visive che mettono in moto associazioni di idee e rimandi su rimandi, che risalgono su su attraverso i fili della storia dell'arte per poi liberarsi nella nostra fantasia.

Ogni sua opera ha un'esattezza che la rende estremamente credibile: collegamenti, connessioni, rondelle, ingranaggi d'orologio, piccola ferramenta, object trouvé, hanno tutti il loro scopo e sono congiunti tra loro con precisione artigianale, rendendo assolutamente plausibile l'illusione che tutto ciò possa mettersi in moto da un momento all'altro.

Morfologie meccaniche dunque, perchè le sue sono appunto delle vere e proprie anatomie che analizzano struttura e forma  dei processi logici, i quali rispondono sempre a delle interazioni basiche che risultano tanto difficili da intuire quanto sorprendentemente ovvie una volta svelate.

Se però ci fermiamo ad osservare con attenzione ogni opera nasconde una poesia di fondo,  molto ben dissimulata: è così che sotto il ready made, le prospettive oniriche e gli accenti a volte pop scopriamo un'anima da Saint-Exupery: non è un caso che Vanzuk abbia dedicato molto del suo lavoro all'illustrazione di fiabe e libri di poesia (trovate il più recente QUI).

Stupita e incuriosita dal suo lavoro, sorpresa dal garbo e dalla generosità conoscendola di persona, oltre ad apprezzarne l'opera ho anche pian piano compreso qualcosa del suo carattere, non esattamente 'facile', ma non per questo meno amabile. Ed ho per questo voluto in mostra anche un foto ritratto dell'artista realizzato da Ilaria Di Giustili, che la rappresenta circondata dal suo lavoro con uno sguardo al passato e uno al Surrealismo.

Dunque, in questa prima e sospirata Riapertura cosa di meglio che ricominciare con un sorriso e un po' d'intelligenza?  

Penelope Filacchione

INFO PRATICHE

Opening giovedì 13 maggio ore 17.00-20.00

La mostra sarà visibile presso lo spazio di ArtSharing Roma dal martedì al sabato dalle 17.00 alle 20.00 oppure su appuntamento: in base alle norme stabilite per il distanziamento è rigorosamente necessaria la  prenotazione  all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure via WhatsApp al 338-9409180.

Non è stata volutamente stabilita una data di chiusura: se sarà possibile potrete venire a conoscere il lavoro di Vanzuk fino al 28 Giugno. Speriamo, se le condizioni lo permetteranno, di organizzare degli eventi con l'artista durante questo periodo: seguiteci per aggiornamenti.

NB - Per la visita è necessario osservare le misure di sicurezza: l'accesso è consentito a 4 apersone alla volta, vi verrà richiesto di lasciare un recapito per il tracciamento e sarà obbligatorio indossare la mascherina. 

UFFICIO STAMPA E PRESS KIT CULTURALIA

 

 

 

 

 

 

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